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Modello di Università - Versione stampabile

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Modello di Università - MarescialloTito - 15-09-2018

Salve compagni!
Vorrei aprire il dibattito sul tema dell'università, penso che sarebbe utile iniziare a domandarci qual è la nostra visione di università e come è dovrebbe cambiare l'accademia attualmente. Ora presenterò alcuni spunti e poi possiamo comporre un modello assieme, magari anche incontrandoci dal vivo e scambiandoci buone pratiche.

- L'università dovrebbe essere un bene comune, un servizio pubblico essenziale al pari degli altri livelli scolastici, della sanità, delle forze dell'ordine e per questo l'ingresso dovrebbe essere libero e gratuito, nel senso che l'università deve essere finanziata direttamente dal reddito dei cittadini in proporzione al reddito, come avviene ad esempio in Polonia o in Bulgaria.

- Bisogna eliminare il 3+2 e tornare ad un ciclo unico di 4 o 5 anni per ciascun corso di studi: il 3+2 fa perdere tempo è la magistrale è difficilmente più formativa o specialistica rispetto alla triennale.

- Riforma dell'accesso all'insegnamento ed eliminazione del concetto del punto organico, che paralizza il sistema delle assunzioni e non permette un adeguato ricambio.

- Riforma della didattica: non più maxi esami da 12/15 cfu ma apprendimento spezzettato in più piccoli esami da 3 cfu, in modo da proseguire in maniera continuativa nell'apprendimento di una materia; ad esempio, invece di fare l'esame di Diritto Privato tutto il primo anno di giurisprudenza e dimenticarlo, si potrebbe suddividerlo nei 5 anni in modo da arrivare alla fine con una piena comprensione della materia).

Tutto ciò ovviamente accompagnato ad un rifinanziamento del settore che permetta sia di assumere nuovo personale che di avere immobili e impianti all'avanguardia e garantisca a tutti il diritto allo studio: l'unica determinante nella scelta dell'università dovrebbero essere le proprie attitudini e non il costo o la distanza fisica dalla propria città.


RE: Modello di Università - Oldville - 30-01-2019

Buongiorno Maresciallo, grazie per aver lanciato questo argomento di discussione. Espongo il mio pensiero commentando le tue proposte.

(15-09-2018, 06:35 PM)MarescialloTito Ha scritto: Salve compagni!
Vorrei aprire il dibattito sul tema dell'università, penso che sarebbe utile iniziare a domandarci qual è la nostra visione di università e come è dovrebbe cambiare l'accademia attualmente. Ora presenterò alcuni spunti e poi possiamo comporre un modello assieme, magari anche incontrandoci dal vivo e scambiandoci buone pratiche.

- L'università dovrebbe essere un bene comune, un servizio pubblico essenziale al pari degli altri livelli scolastici, della sanità, delle forze dell'ordine e per questo l'ingresso dovrebbe essere libero e gratuito, nel senso che l'università deve essere finanziata direttamente dal reddito dei cittadini in proporzione al reddito, come avviene ad esempio in Polonia o in Bulgaria.

Non mi risulta che in Polonia o Bulgaria l'università sia gratuita. Che il costo di accesso sia proporzionato al reddito, sono d'accordo. Mi sembra che sia il modello della Bocconi, peraltro.

- Bisogna eliminare il 3+2 e tornare ad un ciclo unico di 4 o 5 anni per ciascun corso di studi: il 3+2 fa perdere tempo è la magistrale è difficilmente più formativa o specialistica rispetto alla triennale.

Io ho la laurea quinquennale e ora insegno all'università. Credo che il 3+2 come è ora non vada bene. E' del resto difficile organizzarlo in modo che il +2 valga davvero molto di più del triennio. Vorrebbe dire costringere i docenti a fare corsi con taglio molto pratico (e non sempre è tecnicamente possibile, nè esaltante per il docente). Il ritorno al ciclo unico ci renderebbe però meno competitivi rispetto agli altri paesi. Le aziende vogliono poter assumere anche giovani con la triennale. Volenti o nolenti, bisogna tener contro delle esigenze del territorio.

- Riforma dell'accesso all'insegnamento ed eliminazione del concetto del punto organico, che paralizza il sistema delle assunzioni e non permette un adeguato ricambio.

Che meccanismo suggeriresti quindi?

- Riforma della didattica: non più maxi esami da 12/15 cfu ma apprendimento spezzettato in più piccoli esami da 3 cfu, in modo da proseguire in maniera continuativa nell'apprendimento di una materia; ad esempio, invece di fare l'esame di Diritto Privato tutto il primo anno di giurisprudenza e dimenticarlo, si potrebbe suddividerlo nei 5 anni in modo da arrivare alla fine con una piena comprensione della materia).

Maxi esami da 12/15 CFU sono una mostruosità. 6 CFU massimo. Bisognerebbe prevedere prove in itinere da 3 CFU, ma con le classi grandi è molto difficile. Per le materie scientifiche non è comunque pensabile di suddividere il singolo esame su più anni. 

Tutto ciò ovviamente accompagnato ad un rifinanziamento del settore che permetta sia di assumere nuovo personale che di avere immobili e impianti all'avanguardia e garantisca a tutti il diritto allo studio: l'unica determinante nella scelta dell'università dovrebbero essere le proprie attitudini e non il costo o la distanza fisica dalla propria città.

Su questo sono d'accordo al 100%. Aggiungerei però che dovrebbero esserci controlli seri, per evitare sprechi.