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La questione morale - Versione stampabile

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La questione morale - Marco_M - 28-03-2019

A mio parere sarebbe utile risuscitare il dibattito su questo tema. Da lungo tempo caduto nel dimenticatoio e da parecchi bollato semplicisticamente come vieto e desueto "moralismo". A sembra invece che il tema - scottante - dell'onestà e della legalità sia più attuale che mai.  Nonostante le leggi più aggiornate, le pene inasprite, le normative anticorruzione sempre più dettagliate e pervasive, sembra che nel ns. sfortunato paese vi siano più scandali e intrallazzi di prima. Una notizia che io francamente reputo terrificante è che per dare una mossa ai lavori pubblici e spronare l'apertura di nuovi cantieri si sia ventilata seriamente l'ipotesi di "attenuare" o addirittura sospendere l'attuale normativa anticorruzione e i controlli su gare/appalti, oltre che varare una specie di moratoria sui requisiti antimafia per le ditte appaltatrici. Dico: ma stiamo scherzando? Possibile che l'alternativa sia fra "fare le cose in regola e con i dovuti controlli e le verifiche antimafia" oppure "non fare i lavori"? Ma che vuol dire realmente ciò? Che se si rispettano integralmente le leggi e i regolamenti non è possibile concretamente aprire cantieri e fare appalti? Ovvero? I casi sono due. O le leggi ed i regolamenti sono fatti così male, sono formulati in maniera così farraginosa e contraddittoria da impedire realmente ogni lavoro utile (e allora andrebbero cambiati alla svelta) oppure non è possibile trovare ditte completamente "pulite" e in grado di svolgere onestamente i lavori loro affidati (il che è spaventoso). Tertium non datur! Allo stesso modo il (falso!) dilemma posto assai spesso nei dibattiti in TV e negli articoli di giornale: onestà contro competenza. Come se una persona onesta dovesse essere per forza incompetente o viceversa. Possibile che su 60 milioni di abitanti non esista un piccolo gruppo di persone per bene e allo stesso tempo competenti in qualcosa? Su questa linea di pensiero, lo sconcerto di vedere candidati (anche di partiti che dell'onestà hanno sempre fatto bandiera!) inquisiti o addirittura condannati. Oppure che delinquono in maniera plateale appena eletti. Possibile che su migliaia e migliaia di giovani laureati, desiderosi di lavorare e... disoccupati, non se ne riesca a trovare qualche decina di specchiata onestà da mettere a capo di USL, Agenzie di Stato, Enti e strutture varie? Possibile che quando c'è da scegliere qualche grosso dirigente la nomina sia sempre politica e caschi sempre su persone che sono o si rivelano poi delinquenti? Ma com'è che fanno "carriera" (arrivano in posizioni dirigenziali) solo i  poco di buono? Ma chi li nomina, non prende delle informazioni prima? Oppure la disonestà è cercata e voluta?